di Emanuele Zorino*
Con grande soddisfazione condivido che la Giunta della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha approvato il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (Docfap) relativo anche alla “Variante di Aquileia”, un passaggio decisivo per liberare il nostro centro storico dal traffico di attraversamento e tutelare in modo concreto il nostro patrimonio archeologico, paesaggistico e di comunità.
Ringrazio l’assessore regionale alle Infrastrutture, Cristina Amirante, per il grande lavoro, la disponibilità e l’ascolto dimostrati in questi anni, così come il Presidente Fedriga e il già consigliere regionale Franco Mattiussi per aver sostenuto fin dall’inizio la necessità di trovare una soluzione percorribile e finanziata per questa opera. Dopo un confronto attento e il recepimento delle istanze del territorio si è giunti alla predisposizione di questo documento. Il lavoro della Regione e di Fvg Strade, che proseguirà ora con l’affidamento della progettazione definitiva, è stato condotto nel dialogo costante con la nostra amministrazione: l’inserimento delle nostre proposte nel Docfap è la dimostrazione che le istanze locali possono essere ascoltate e tradotte in scelte concrete. Lo considero un atto di alta politica.
Come ha ricordato l’assessore Amirante, l’approvazione del Documento di fattibilità avvia le fasi progettuali di un intervento il cui costo complessivo stimato supera i 70 milioni di euro: un investimento di 24,7 milioni per la variante di Aquileia e di 45,6 milioni per il secondo tratto con il collegamento alla SS14. La progettazione del tratto Aquileiense, individuato come prioritario, sarà avviata subito da Fvg Strade, per garantire tempi certi di realizzazione e assicurare i benefici attesi in termini di sicurezza e di migliori collegamenti con Cervignano, Grado e la rete regionale.
Sono stati completamente recepiti i punti che recepite le istanze del territorio abbiamo portato con convinzione all’attenzione: zero (o quasi) consumo di nuovo suolo agricolo nelle aree sensibili, il pieno rispetto delle aziende agricole operanti nel tratto interessato e l’adeguamento del tracciato nella direzione concordata — con il collegamento che si sviluppa verso est (via SP 91 verso San Lorenzo) e poi seguendo il canale di irrigazione, evitando interferenze con le aree produttive esistenti e salvaguardando il paesaggio rurale oltre che la zona “buffer”.
I benefici attesi sono molteplici e concreti: riduzione del traffico e dell’inquinamento nel centro storico, migliore funzionalità della rete viaria, maggiore qualità della vita per cittadini e visitatori, e in particolare un significativo miglioramento della vivibilità e della sicurezza di chi “abita” la Giulia Augusta e via Beligna, grazie alla diminuzione dei flussi di attraversamento e alla riduzione dei rischi connessi alla circolazione veicolare. A questo si aggiunge una tanto attesa soluzione per la zona artigianale.

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Una serie di incontri
Ieri abbiamo dato la importante notizia dell’approvazione da parte della Giunta del Friuli Venezia Giulia del Documento di fattibilità delle alternative progettuali per liberare Aquileia e il suo sito archeologico, a cominciare dal Foro romano, dal traffico di attraversamento, migliorando sicurezza e mobilità nella Bassa friulana (friulivg.com). «Una soluzione che coniuga tutela del patrimonio Unesco, funzionalità della rete viaria e sostenibilità dell’investimento», aveva osservato l’assessore regionale alle infrastrutture e territorio, Cristina Amirante. Oggi, su questo sito, riportiamo invece integralmente l’intervento del sindaco di Aquileia Emanuele Zorino che commenta, con grande soddisfazione, la svolta strategica, attesa da lungo tempo, per il pressante problema viario. «A titolo informativo alla luce di questa approvazione stiamo predisponendo una serie di incontri pubblici dove saranno illustrati i fatti», ha annunciato al riguardo il primo cittadino della città romana.
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Ora sarà necessario aumentare e accelerare le azioni di miglioramento estetico e funzionale della città per restituire quella bellezza che già si intravede nelle tante opere realizzate e pensate negli ultimi anni e nella valorizzazione delle aree archeologiche in corso, ma anche a livello di strade, piazze e spazi pubblici. Con quest’opera di fatto si sblocca la possibilità e la necessità di investire su tutto ciò che serve a creare quel “centro” che oggi non esiste, o non è percepito come tale, rafforzando l’identità urbana di Aquileia e rendendo riconoscibile, fruibile e vivido il cuore della comunità.
Questa scelta si colloca pienamente nella visione del “parco archeologico vivo” prevista dal Piano di gestione del sito Unesco di Aquileia redatto dalla Fondazione Aquileia, che indica come obiettivo strategico la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico, archeologico, paesaggistico e naturalistico, integrandolo nel tessuto sociale e urbano della città che diventa di fatto viva.
Voglio essere chiaro su un punto fondamentale: togliere il traffico di attraversamento dall’area del Foro e della Basilica non significa eliminare la via Giulia Augusta che è lì da oltre 2000 anni, ma rigenerarla, riducendo la prevalenza del traffico veicolare pesante e restituendo spazio alla mobilità lenta, alla fruizione sicura da parte di cittadini e visitatori e alla valorizzazione del contesto archeologico e urbano. Allontanare il traffico dal Foro romano e dall’area della Basilica patriarcale migliora quindi non solo la mobilità e la sicurezza, ma rafforza anche la protezione del cuore archeologico di Aquileia. In questo modo l’infrastruttura si pone al servizio della tutela del patrimonio Unesco e della realizzazione di una città viva e di un parco archeologico diffuso, integrato e vivibile.
Si tratta di un risultato storico per Aquileia: l’esito della revisione in corso definisce ora il passo finale verso la realizzazione di un’opera attesa da tempo, capace di coniugare progresso e sostenibilità, salvaguardia dell’agricoltura, miglioramento della sicurezza stradale e della qualità della vita dei cittadini, e al contempo valorizzazione del nostro sito Unesco e del suo contesto paesaggistico.
Continueremo a lavorare con attenzione e responsabilità alle prossime fasi progettuali, mantenendo costante il confronto con la Regione, Fvg Strade, il Ministero della Cultura, la Fondazione Aquileia, le imprese agricole e le realtà locali, affinché il progetto definitivo confermi e rafforzi quanto oggi condiviso.
Un passo avanti concreto per il futuro della nostra città.
*Sindaco di Aquileia
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In copertina, il sito archeologico del Foro romano; all’interno, l’assessore regionale Cristina Amirante e il sindaco di Aquileia Emanuele Zorino.

